METARITRATTI  –  testo introduttivo di Sandra Benvenuti


Il percorso professionale di Donaggio inizia nel campo della pubblicità e la moda. Fin dai primi servizi l’autore ha trovato una firma espressiva che lo rendeva unico per le sue foto visionarie. Poi, con la maturità artistica l’impulso di andare oltre divenne una necessità. Affascinato inizialmente dalle potenzialità estetiche alimentate da nuove dinamiche nella sperimentazione, l’autore studia la relazione tra la profondità della psiche umana e la teoria dell’inconscio, e si avvia verso la sua prima esperienza nella campo della fine art realizzando nel 1995 un lavoro che non a caso intitola Metaritratti. L’autore chiede ad amici e conoscenti di posare per lui, il suo intento è quello di rappresentare l’io interiore, non con ritratti fedeli o lusinghieri, ma collocare i soggetti ripresi fuori dal loro presente. In questa serie di ritratti Donaggio stacca il personaggio da se stesso e lo rivolge verso l’infinito, verso la proiezione ideale di una immagine e uno spazio sempre più grande. Dietro alle riconoscibili fisionomie appare la recitazione: questi personaggi non stanno mentendo, sono attori che improvvisano una commedia senza trucco, inconsapevoli della loro finzione ma consapevoli dell’illusione. Per realizzare Metaritratti l’artista non utilizza i tradizionali fondali fotografici ma inventa scenografie per l’occasione utilizzando un semplice foglio bianco f.to A4 che ritaglierà sapientemente o disegnerà a carboncino per abbinarlo in doppia esposizione ad hoc per ogni ritratto. Ogni singola opera che Donaggio compone è un progetto, un racconto dove non esistono abiti di scena, ma permane il soggetto – anima, avvolto dai segni dell’artista in una visione pura che seduce.
Nel 1995 l’uso della tecnologia digitale era appena agli albori, a quei tempi l’autore utilizzava fotocamere analogiche, infatti, Metaritratti è stato realizzato con fotocamere a banco ottico di grande formato, ma nonostante la rigida tecnica di allora la purezza creativa di Donaggio non è stata intaccata, anzi, per l’artista è stata una sfida da vincere all’insegna del pragmatismo. Il complesso e laborioso processo tecnico utilizzato per la realizzazione di Metaritratti gli ha permesso di ricevere una spinta priva di limiti espressivi che lo ha diretto con maggiore determinazione verso la sperimentazione pura e la direzione di un linguaggio espressivo che ancora oggi lo contraddistingue.