Arrivo dalla provincia degli anni Sessanta. Sono cresciuto nella felice era dei Beatles, dei Pink Floyd, Stanley Kubrik, Asimov, Avedon, Hiro, scivolando con questo bagaglio nel nuovo mondo della fotografia, lungo un inebriante percorso di scoperta che già da allora segnò positivamente la mia esistenza.
Iniziai giovanissimo, da autodidatta, e mi avviai dapprima alla professione con la pubblicità e la moda, poi all’arte fotografica, vivendo un lungo periodo di fermento positivo non ancora terminato. Con la maturità ho sentito l’esigenza di dirigere la mia ricerca in un’unica direzione, non solo rivolta alla bellezza estetica ma soprattutto alla conoscenza interiore, seguendo i nuovi filamenti di una profonda radice cresciuta nel mio intelletto in un bacino di spiritualità fino ad allora inesplorato.
Iniziai un’instancabile sperimentazione artistica, prima con la fotografia analogica e poi con quella digitale. Grazie alla pratica rigorosa di queste tecniche, ho iniziato un nuovo e profondo percorso introspettivo che mi ha permesso di vedere la realtà convenzionale come punto di partenza per immaginarne altre, molto personali, molto più vere. In quel contesto ho provato un’inattesa coscienza di rinascita e di maturazione che mi ha indicato la strada per arrivare a raccontare ora la mia storia, con le parole e i miei progetti.
La mia fotografia è plasmare sogni, visioni e materia come la creta dello scultore. Penso lo scatto come il mattone che insieme ad altri forma il mio senso del mistero.


Franco Donaggio