LO SPECCHIO DELLA MEMORIA  –  by Mariateresa Cerretelli


Lo sguardo segue abbagliato l’effetto ipnotico e cristallino dell’acqua, danza tra le secche, le reti e i gabbiani, s’immerge nel canto silenzioso delle immagini e si perde alla ricerca dell’ infinito oltre la linea dell’orizzonte. Intermezzo tra cielo, terra e mare, sirena maliarda e incantevole che incatena poeti e sognatori, la laguna veneta nella fotografia di Franco Donaggio diventa la rappresentazione di un universo personale. E’ la memoria delle proprie origini, lo spazio dilatato dell’infanzia e del gioco, il riflesso di un mondo interiore, il posto prescelto per sognare, la lieve carezza dei ricordi e un inno dell’anima alla contemplazione e al riposo. Franco Donaggio ancora una volta sceglie un nuovo tema per esprimere la sua ricchezza di linguaggi. Ed esplorando vita passata e presente si lascia trasportare, senza opporre resistenza dalla sua naturale corrente emotiva. Ma questo mare simbolico dove l’artista è nato e cresciuto, scelto come diario intimo e profondo, narra sensazioni e sentimenti che trascendono l’esperienza individuale e raggiungono, nella magica alchimia fotografica, la mente e il cuore di ogni uomo. Nello scenario di questo paesaggio naturale, l’acqua assume connotazioni suggestive attraverso la luce vibrante dei riflessi argentei e la scura densità dei dettagli e comunica un profondo senso di pace, di bellezza e di dolce nostalgia. E la ricorrente impronta onirica, che segue, come un invisibile filo rosso, tutti i lavori dell’artista, anche in questo caso pervade tutte le opere aggiungendo fascino e mistero. La sequenza fotografica, teatro di pensieri e riflessioni, sottolinea con forza anche la pulsione vitale della laguna, un grembo materno e un luogo sicuro in cui cresce la vita a poche miglia dal mare aperto, dove tutto segue i ritmi di un movimento costante. Per arrivare ad incidere il suo bianco e nero nitido e ricercato, Franco Donaggio ha percorso la laguna, che conosce come le sue tasche, in lungo e in largo fissando negli occhi sogni e realtà e disegnando con tocchi sapienti e calibrati il suo paradiso acquatico. E’ un racconto straordinario scritto sulle ali dell’emozione con immagini digitali e dimostra ancora una volta che, lontano da qualsiasi irrigidimento accademico, la fotografia è arte musica e poesia. Riflessioni è un canto d’amore, un viaggio in un’immensità misteriosa e struggente che invita a sognare. O a seguire l’infinito silenzio di Giacomo Leopardi “… e il naufragar m’è dolce in questo mare”.