SCULPTURES  –  testo introduttivo di Sandra Benvenuti


Durante le sue passeggiate a Milano, Franco Donaggio s’imbatte sulla grande facciata dell’università Bocconi. La struttura è imponente, il rigore architettonico costruttivo ipnotizza. Pareti di cemento si stagliano maestose verso il cielo e trasmettono all’autore sensazioni di grande fascino e inquietudine. Donaggio ricorda: mi trovavo innanzi quell’opera architettonica e la sentivo come una enorme ondata bloccata improvvisamente alla moviola, immobile. Avevo la sensazione di essere l’unico, piccolo spettatore di un limite concettuale che si materializzava in un immenso muro, invalicabile per lo sguardo e la mente.
Nella cultura greca il limite aveva lo scopo di delineare ciò che eri da ciò che conoscevi, era un ammonimento: all’interno dei confini sapevi che cosa poteva succederti, ma non cosa ti sarebbe potuto accadere una volta superati. Al pari dell’impavido Ulisse, che era ignaro di cosa lo avrebbe atteso una volta oltrepassate le mitiche Colonne d’Ercole!
Il limite può essere un ostacolo dalle molteplici facce. Se per l’uomo comune la semplice risposta al vuoto delle domande irrisolte è la religione, per Donaggio lo stesso limite è un concetto da studiare ed analizzare tramite la pratica artistica, per esorcizzarlo e ricomporlo con varie sembianze forse nell’illusione di spingerlo più avanti. L’artista scrive: ho ricomposto il grande muro con nuove sembianze, di forme anamorfiche, di personaggi resi attori nel mio teatro dell’ignoto. Con questa nuova serie di opere, l’autore intraprende un nuovo percorso di conoscenza interiore, e lo intitola Sculptures. La maestosa parete di pietra, nella composizione dell’autore si modifica. Grazie al supporto digitale l’artista, come uno scultore, ne modella la materia creando strutture eteree e delicate come il volto di una fanciulla, o impavide come il generale in posa – creato con elementi del nuovo complesso architettonico della nuova piazza Milanese Gae Aulenti – mentre guida il proprio esercito nel grande terreno di battaglia della vita. Anche in questo progetto come nei precedenti, la firma dell’autore è chiara, il suo intento di andare oltre e oltrepassare gli argini del limite è un concetto che emerge in ogni singola opera.